Taobuk: Questa è la certezza del cuore

Una mostra che racconta il paesaggio siciliano attraverso i diari dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano e i dipinti della Fondazione Sicilia

A cura di Roberta Scorranese


Dal 22 giugno al 15 luglio
Taormina, Palazzo Ciampoli

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la grande mostra del festival internazionale del libro di Taormina - Taobuk - organizzata in collaborazione con Fondazione Sicilia e Parco Archeologico Naxos Taormina, a cura di Roberta Scorranese - vuole narrare il paesaggio siciliano in una duplice prospettiva, come fosse un racconto sinestetico: lo sguardo e le parole, nella convinzione che la straordinaria umanità di questo microcosmo mediterraneo nasca proprio da accostamenti coraggiosi, inevitabili e romanzeschi.
La frase Questa è la certezza del cuore è tratta dal diario di un siciliano nato nel 1935, il quale, a 73 anni, decise di tornare a scuola per «imparare a scrivere meglio» e poter così annotare i ricordi di una vita. Il diario di Castrenze Chimento (questo il suo nome) è parte di quello scrigno conservato nell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, una grande casa della memoria che da 35 anni raccoglie, seleziona, cataloga e premia i diari delle “persone normali”. Uomini e donne, colti e semi-analfabeti, giovani o anziani: in questi diari ci sono storie che ci assomigliano perché hanno la forza della vita vissuta. Un’esposizione che, partendo dalle testimonianze, scelte tra quelle siciliane presenti nell’Archivio, incrocia le loro parole e le loro storie con una preziosa selezione di dipinti delle collezioni artistiche della Fondazione Sicilia.
Una mostra, dunque, che vuole attraversare metaforicamente la Sicilia in un doppio viaggio: pittorico e narrativo. Da una parte le testimonianze di siciliani del secolo scorso, molti dei quali emigranti, e dall’altra le opere di pittori come Guttuso, Catti, Marchesi. E così, per esempio, a una tela di fine Ottocento che raffigura la marina di Palermo, sarà affiancata alle parole e alla vita di Calogero di Leo, nato a Lucca Sicula, nell’entroterra agrigentino, ed emigrato in America.
La scelta dei dipinti ha privilegiato due filoni principali: la natura e le persone. Troviamo i paesaggi di Antonino Leto e le sagrestie di Salvatore Marchesi; le visioni di Guttuso e gli scorci agresti di Francesco Lojacono; le vedute di Francesco Zerilli e i cortei in nero di Pippo Rizzo. Figure femminili curve sui campi e preti nascosti dietro un confessionale, alberi verdissimi e bambini operosi, strade impolverate e fontane barocche: la Sicilia di questi pittori a cavallo tra Otto e Novecento restituisce la sua forza visiva nei colori e nelle forme che passano dal realismo all’indefinitezza che prelude all’astratto.


IN ALLEGATO DUE IMMAGINI: Pippo Rizzo, Ritratto di Elica Rizzo, 1936 e Francesco Zerilli, Visita di Francesco I a Palermo, 1830 circa

Tutte le informazioni e il programma completo del festival sull’APP ufficiale Taobuk, scaricabile da APP Store e GooglePlay e al link: https://www.taobuk.it/