Erickson: Giornata Mondiale della Salute Mentale il 10 ottobre 2018

10 OTTOBRE 2018
ERICKSON PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE:
“DOVE SONO FINITI I SOGNI DI BASAGLIA? 40 SCATTI 40 ANNI DOPO LA LEGGE CHE HA CHIUSO I MANICOMI”.

Una mostra fotografica, un viaggio in sei città italiane, per raccontare la situazione della salute mentale in Italia
a quarant’anni della Legge 180

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Le persone che soffrono di disturbi psichiatrici in Italia sono quasi un milione. Numeri in aumento non solo nel nostro Paese, ma anche a livello globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità questi disturbi sono destinati a superare per incidenza le malattie cardiovascolari, attualmente al primo posto.

L’Italia è stato uno dei Paesi pionieri nell’ambito della salute mentale. La Legge 180 è stata una grande innovazione che ha saputo proporre una serie di servizi alternativi ai manicomi: dai Dipartimenti ai Centri di salute mentale ai Servizi psichiatrici di diagnosi e cura. Al giorno d’oggi, però, la situazione a livello nazionale è disomogenea. Ed è anche una questione di risorse: l’Italia è ventesima in Europa per la spesa dedicata alla salute mentale. È il 3,5% della spesa sanitaria totale, mentre – solo per fare degli esempi - in Germania, Inghilterra o Francia oscilla attorno al 10-15%.

In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, indetta dall’ONU per il 10 ottobre di ogni anno, Erickson organizza una mostra fotografica che intende raccontare la situazione della salute mentale in Italia a quarant’anni della Legge 180, meglio nota come legge Basaglia dal nome dello psichiatra veneto simbolo della chiusura dei manicomi, e che fu approvata dal Parlamento il 13 maggio 1978. L’iniziativa parte dalla volontà di capire se l’eredità della rivoluzione avvenuta alla fine degli anni Settanta sia stata raccolta e sviluppata. Il fotografo Alessio Coser e il giornalista Jacopo Tomasi, con questo obiettivo, hanno viaggiato in sei città italiane tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, raccogliendo storie, visitando luoghi, parlando con psichiatri, utenti, infermieri, educatori, volontari, familiari.
Sono stati a Gorizia, dove Franco Basaglia iniziò la sua esperienza di de-istituzionalizzazione tra il 1961 e il 1966, e a Trieste, dove la chiusura dell’ospedale psichiatrico San Giovanni è diventata realtà tra il 1977 e il 1978. Poi hanno visitato il Servizio di salute mentale di Trento, all’avanguardia a livello nazionale e internazionale per la capacità di coinvolgimento e partecipazione di utenti e familiari, e grandi città come Roma e Palermo, passando per Cagliari. «Abbiamo incontrato realtà molto diverse tra loro», spiegano Coser e Tomasi. «Luoghi in cui la solitudine e la sofferenza sono ancora molto presenti, altri in cui si percepiscono la voglia di cambiare, di affrontare la malattia mentale con spirito di partecipazione. Un’Italia che, nell’ambito della salute mentale, viaggia a tante velocità diverse».

“Dove sono finiti i sogni di Basaglia? 40 scatti 40 anni dopo la legge che ha chiuso i manicomi” è proprio il titolo del progetto che sarà esposto all’interno dell’iniziativa “Robe da Matti”, la Settimana della Salute Mentale organizzata dalla Asl di Torino dall’8 al 14 ottobre. La mostra sarà esposta nell’arco della settimana presso L’Arteficio Art Factory in via Bligny 18/L. Martedì 9 ottobre, alle 15, è previsto un dibattito con gli autori Alessio Coser e Jacopo Tomasi.



Successivamente, la mostra sarà esposta a Bologna, dal 30 novembre al 7 dicembre, presso Senape Vivaio Urbano | Igor Libreria in via Santa Croce 10 in occasione di una riflessione sul fotogiornalismo in Italia oggi. Altre esposizioni, con date da definire, sono in programma nel 2018 a Ferrara con il Museo del Risorgimento e della Resistenza, e nel 2019 a Venezia, Roma, Trento e Palermo.