Il Vittoriale: "Clausure al Vittoriale", una mostra di Grazia Cucco a cura di Vittorio Sgarbi

Inaugurazione sabato 26 maggio, ore 20.15
Villa Mirabella (Vittoriale degli Italiani)

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“Uno sguardo puro ma non innocente, per una visione che sarebbe improprio definire naïve, e che invece compone le immagini e i sogni dell’infanzia con le illustrazioni di un’Italia da libro di scuola, con i monumenti più rappresentativi, tra cui il Vittoriale degli Italiani.”

Con queste parole Vittorio Sgarbi definisce l’arte di Grazia Cucco, artista dal tocco unico e riconoscibilissimo nel panorama contemporaneo, la cui mostra Clausure al Vittoriale verrà inaugurata sabato 26 maggio alle ore 20.15 in occasione della festa che dà il via alla stagione estiva di attività al Vittoriale degli Italiani e che offre al pubblico l’ingresso gratuito al parco per l’intera giornata.

Il mio ritorno fu festeggiato, questo il titolo della serata a ingresso gratuito che si prospetta quanto mai ricca di novità per il Vittoriale, e all’interno della quale si inserisce l’inaugurazione della mostra:

“Abbiamo già in corso due mostre splendide”, da detto il presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri: “Quella su d’Annunzio e i profumi, nel Museo d’Annunzio Segreto, e a quella al MAS di Quirino Gnutti, giovanissima scoperta. Questa terza mostra – in contemporanea - di un’artista affermata dimostra che l’attenzione del Vittoriale è rivolta al presente e al futuro almeno quanto al passato.”

Nata nel paesino umbro di Amelia e “scoperta” da Mogol, Cucco rivela fin dalla più tenera età un talento innato nella riproduzione fedele degli elementi naturalistici quali fiori, animali e piante, che diverranno infatti cifre caratterizzanti il suo universo pittorico, fatto di atmosfere sospese e mondi “altri”, nei quali la minuzia dei dettagli non intacca l’impressione di assoluta autenticità e immediatezza.

A Villa Mirabella saranno esposte, sino al 16 settembre 16 opere della Cucco, tutte provenienti da collezioni private, tra le quali anche l’ultima realizzata dall’artista, Visita ecclesiastica al Vittoriale. Si tratta di dipinti compositi per dimensioni e supporto utilizzato, ma accomunati dal fatto di rappresentare una sorta di tasselli di un unico grande mosaico: quello di un universo surrealista, immobile e vivissimo al tempo stesso, popolato da piante, animali e insetti antropomorfi e al quale è estraneo il tocco umano.

Sempre secondo Vittorio Sgarbi infatti, si tratta di “un surrealismo non artificioso, non programmatico, ma legato agli incubi e alle scoperte dell’infanzia, in un mondo popolato di contadini e di suore, di animali e di insetti” in cui, se pure forme e dimensioni risultano arbitrarie, l’interpretazione non cede al fantastico per prediligere invece la concretezza naturalistica.

Mogol di lei dice “Grazia Cucco. Pura come un animale, dominata dalle sue passioni vissute liberamente e dai suoi sentimenti vorticosi come un vento desertico è un meraviglioso anacronismo vivente”.