Dedica 2018: Lo scrittore afghano Atiq Rahimi sarà il protagonista della 24a edizione - Pordenone 10/17 marzo

SCRITTORE, FOTOGRAFO E REGISTA, AUTORE DEL BEST SELLER (E FILM)
“PIETRA DI PAZIENZA”, PREMIO GONCOURT 2008

DAL 10 AL 17 MARZO IL FESTIVAL DELL’ASSOCIAZIONE THESIS: OTTO GIORNI FRA LETTERATURA, CINEMA, TEATRO E MUSICA, SECONDO LA FORMULA COLLAUDATA E UNICA DELL’APPROFONDIMENTO SUL SINGOLO AUTORE

OCCASIONE PER RIFLETTERE SULLO SPIRITO DI LIBERTÀ E IL DESIDERIO DI RICOSTRUZIONE DI UN POPOLO STANCO DI GUERRE E TRAGEDIE

FRA I TEMI PORTANTI DI RAHIMI LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE DELLA DONNA

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Pordenone, 17 novembre 2017 – Lo scrittore afghano Atiq Rahimi sarà il protagonista della 24a edizione di Dedica, in programma a Pordenone dal 10 al 17 marzo 2018, organizzata dall’Associazione Thesis con la direzione artistica di Claudio Cattaruzza. 
Dedica mantiene intatta la sua formula di successo, unica nel panorama letterario nazionale: qualità, originalità e il valore immenso dell’approfondimento su un singolo autore. Otto giorni fra dialoghi, conferenze, teatro, cinema, musica, con il protagonista e con personaggi legati al suo mondo che si daranno appuntamento a Pordenone.


Atiq Rahimi, nato a Kabul nel 1962, è autore di best seller editi in Italia da Einaudi come Terra e cenere (2002); Le mille case del sogno e del terrore (2003); L'immagine del ritorno (2004); Maledetto Dostoevskij (2011). Con Pietra di pazienza (2009) ha vinto il Premio Goncourt (2008), il più prestigioso riconoscimento letterario francese. Artista poliedrico, Rahimi è anche fotografo e cineasta: un intellettuale nel quale si incarnano lo spirito di libertà e la voglia di ricostruzione di un popolo che ha lungamente sofferto, e che con voce raffinata e personalissima dà speranza e orgoglio alla sfortunata terra da cui proviene.
Una terra “in guerra costante” dal 1978, secondo le parole di Rahimi stesso: l’invasione sovietica prima, i talebani poi, quindi le truppe internazionali. “Eppure – dice – gli afghani non sono affatto un popolo di guerrieri. Un tempo erano liberi, gioiosi, ospitali. E oggi vogliono la pace. Pagano il prezzo di tutte le politiche di potenza, di tutte le follie, di tutti i rancori e di tutte le voglie di vendetta. Io penso al popolo dell'Afghanistan, fatto di gente comune e terribilmente stanco di guerre e di tragedie”.


Ed è anche per riportare l’attenzione su un Paese che vanta una grande storia e una tradizione secolare, ma che sale ormai all'attenzione della cronaca solo quando esplode qualche autobomba, che Thesis ha scelto Rahimi e i temi di cui egli si fa portatore come protagonisti di questa 24a edizione. Tra questi, spicca “la libertà di espressione della donna – spiega Cattaruzza – soppressa sia per cause indotte sia per ragioni di arretratezza culturale”. Un tema meravigliosamente trattato in Pietra di pazienza, suo libro più significativo, oltre che più celebre, di cui Rahimi stesso ha curato nel 2012 una fortunata trasposizione cinematografica, sceneggiata in collaborazione con Jean-Claude Carrière e premiata con una menzione speciale al festival di Cannes. Il terso, indignato monologo di una donna al capezzale del marito ferito e privo di conoscenza, è al contempo voce che incarna le sofferenze, l'ingiustizia e l'indignata bellezza delle donne afghane e un duro atto d’accusa contro la violenza e la guerra.


“Ancora una volta – sottolinea Cattaruzza commentando la scelta di Thesis – avremo il piacere di scoprire la bellezza di un autore meno noto al grande pubblico, ma indubbiamente di straordinaria qualità. E lo faremo seguendo la formula che in questi anni ha sancito il successo del festival: qualità e originalità, appunto, unite al valore impagabile, oggi, dell’approfondimento su un singolo autore. Saranno otto giorni di incontri, conferenze, letture teatrali, film, musica, con il protagonista e con personaggi legati al suo mondo che si daranno appuntamento a Pordenone”.


Figlio di un funzionario statale, Atiq Rahimi nasce nel 1962 a Kabul. Nel 1984, a seguito dell'invasione sovietica, fugge dall'Afghanistan per sfuggire agli orrori e alle persecuzioni della guerra trovando inizialmente rifugio in Pakistan, dove trascorrerà un anno, quindi trasferendosi in Francia all'ottenimento dell'asilo politico.
Completati gli studi e conseguito un dottorato di ricerca in cinema e comunicazione visiva alla Sorbona, Rahimi collabora con una casa di produzione di Parigi, dove realizza documentari per la televisione francese e numerosi spot pubblicitari ed è attivamente impegnato sul tema dei rifugiati. 
Il suo primo romanzo, Terra e cenere, scritto nella lingua persiana dell'Afghanistan, risale al 2000. Tradotto in francese diventa subito un best seller. Il film tratto dal libro, diretto dallo stesso Rahimi, vince il Prix du Regard vers l'Avenir al Festival di Cannes 2004 e partecipa a oltre 50 festival cinematografici ottenendo numerosi riconoscimenti. 
Ritornato in Afghanistan nel 2002, Rahimi si divide oggi tra Kabul e Parigi.
E come accade già da qualche anno, a febbraio tornerà anche “Aspettando Dedica”, ormai atteso percorso di anteprime che, disperse su più località, accompagneranno il pubblico nell’approfondimento della conoscenza dell’autore e della sua opera.


Promosso dall’Associazione Culturale Thesis di Pordenone, il festival è sostenuto in particolare dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Friuli, cui si aggiungono altri soggetti privati. “Un sostegno prezioso - evidenzia il presidente di Thesis, Nino Frusteri – a un prezioso patrimonio culturale per la città di Pordenone ed evento di eccellenza fra le manifestazioni culturali del Friuli Venezia Giulia, oltre che un elemento unico nel panorama letterario nazionale”.


I “DEDICATI” DELLE EDIZIONI PRECEDENTI
Giunta alla 24a edizione, la manifestazione ha esordito con protagonisti del teatro di ricerca (nel 1995 la Compagnia Teatrale I Magazzini, nel 1996 Cesare Lievi, nel 1997 il Laboratorio Teatro Settimo), per poi passare nel 1998 a Moni Ovadia, nel 1999 a Claudio Magris, nel 2000 a Dacia Maraini, nel 2001 ad Antonio Tabucchi, nel 2002 ad Amin Maalouf, nel 2003 a Vassilis Vassilikos, nel 2004 ad Assia Djebar, nel 2005 a Paco Ignacio Taibo II, nel 2006 ad Anita Desai, nel 2007 ad Amos Oz, nel 2008 a Nadine Gordimer (Premio Nobel), nel 2009 a Paul Auster, nel 2010 a Hans Magnus Enzensberger, nel 2011 a Cees Nooteboom, nel 2102 a Wole Soyinka (Premio Nobel), nel 2013 a Javier Cercas, nel 2014 a Tahar Ben Jelloun, nel 2015 a Luis Sepúlveda, nel 2016 a Yasmina Khadra, nel 2017 a Björn Larsson.