Dedica 2016 a YASMINA KHADRA
Pordenone, 5-12 marzo 2016

Lo scrittore algerino Yasmina Khadra è il protagonista della 22. edizione di “Dedica”, che si terrà a Pordenone dal 5 al 12 marzo 2016.

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Dedica, la rassegna monografica curata dall’Associazione Thesis – e definita da Claudio Magris “la più bella, la più autentica, la più intelligente e creativa iniziativa e istituzione fra quelle riservate in Italia alla letteratura senza confini di alcun genere” - ha scelto di approfondire l’opera di un autore considerato dal premio Nobel della letteratura J. M. Coetzee tra i maggiori del nostro tempo. Un protagonista del panorama letterario internazionale che, grazie al suo talento narrativo, allo sguardo acuto sulla contemporaneità e al linguaggio straordinariamente ricco e evocativo, ha conquistato l’apprezzamento sia del pubblico più vasto sia di quello più esigente. Le sue opere, in gran parte tradotte in 42 Paesi, hanno venduto nel mondo oltre 40 milioni di copie. Da alcune di esse sono stati tratti film, adattamenti teatrali e coreografici, graphic novel.


“Come sempre – sottolinea la curatrice dell’edizione 2016, Annamaria Manfredelli - la scelta del protagonista di Dedica non è dipesa esclusivamente dalla sua larga notorietà: in primis, anzi, hanno contato la bellezza e l’originalità della sua scrittura e il fatto che i suoi libri offrono l’opportunità di riflettere sulla complessità del presente. L’opera di Yasmina Khadra testimonia infatti una particolare attenzione per gli avvenimenti che agitano il mondo contemporaneo, avvenimenti che lo scrittore sa magistralmente filtrare attraverso l’invenzione affabulatrice.”


“Dedica - sottolinea il presidente dell’associazione Thesis Gianfranco Verziagi - deve la sua forza e il suo successo alla qualità, all’originalità e a un elemento che sempre più raramente si riscontra nelle proposte culturali: il valore immenso, e appunto sempre più raro, dell’approfondimento su un singolo autore. E la presenza di Khadra, in particolare, ci offrirà spunti e momenti di profonda riflessione dei quali abbiamo più che mai necessità in questo momento storico.”


Gli appuntamenti del Festival, costruiti attorno all’opera dell’autore, condurranno il pubblico in un viaggio nel suo mondo, spaziando tra libri, conferenze, teatro, cinema, musica. Un percorso di conoscenza e approfondimento al quale parteciperanno, insieme al protagonista, personaggi di spessore internazionale.


Yasmina Khadra è lo pseudonimo con cui, sin dagli anni ’90, è noto Mohamed Moulessehoul, che, all’epoca ufficiale effettivo dell’armata algerina, per aggirare la censura ha dovuto pubblicare sotto falso nome e ha scelto di adottare quello della moglie. Ha rivelato la sua vera identità solo nel 2001, quando, già dimessosi dall’esercito, ha lasciato l’Algeria per stabilirsi in Francia. Dopo essere uscito allo scoperto ha tuttavia continuato a firmarsi come Yasmina Khadra: un segno di riconoscenza verso la moglie che lo ha sempre sostenuto in momenti difficili, ma anche un omaggio verso le donne arabe, vittime di una società oppressiva.
Khadra si è fatto conoscere ed apprezzare dapprima come autore di noir di ambientazione algerina, in cui mette a fuoco i problemi di un Paese devastato dalla corruzione e dall’avidità della classe politica. Il suo successo è poi cresciuto con opere molto differenti per genere: libri di memoria autobiografica, pamphlet, racconti psicologici, romanzi che hanno come sfondo l’Algeria e la sua storia, altri che fanno riferimento alla realtà dei luoghi più tormentati del pianeta. La fama internazionale gli viene proprio da questi ultimi, in particolare dalla trilogia composta da Le rondini di Kabul, L'attentatrice e Le sirene di Bagdad. Qui, andando al cuore dei più aspri conflitti del nostro tempo, Khadra coglie lucidamente i fattori che hanno favorito l’affermarsi del fondamentalismo islamico e racconta come l’umiliazione e la violenza generino inevitabilmente altra violenza.

La rassegna, promossa dall’Associazione Culturale Thesis di Pordenone, è sostenuta in particolare dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Pordenone, dalla Provincia di Pordenone, cui si aggiungono altri soggetti privati.


RICONOSCIMENTI E PREMI
Yasmina Kadra ha ottenuto molti prestigiosi riconoscimenti, tra cui:
Médaille de Vermeil de l'Académie Française.
Chevalier de la Légion d'honneur (Republica francese),
Officier de l'Ordre des Arts et des Lettres (Ministero della Cultura - Francia)
Grand Prix de Littérature Henri Gal per l’insieme della sua opera (Académie
Française/Institut de France, 2011)
Time for Peace Litteratury Award (Stati Uniti, 2012).

Numerosissimi inoltre i PREMI LETTERARI assegnati a singole opere, molte
delle quali sono state elette libro dell’anno in Francia e in vari altri Paesi.


OPERE PUBBLICATE IN ITALIA
Morituri - E/O, 1998 (2006)
Doppio bianco - E/O, 1999 (2001)
Cosa sognano i lupi? - Feltrinelli, 2001 (2008)
Le rondini di Kabul - Mondadori, 2003 (2007)
Cugina K - Edizioni Lavoro, 2003 (2006)
La parte del morto - Mondadori, 2005 (2010)
L'attentatrice - Mondadori, 2006 (2009)
Le sirene di Baghdad - Mondadori, 2007 (2009)
Gli agnelli del signore - Mondadori, 2009
La rosa di Blida - Nottetempo, 2009
Quel che il giorno deve alla notte - Mondadori, 2009 (2010)
Gli angeli muoiono delle nostre ferite - Sellerio, 2014
Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini - Sellerio, 2015
L’ultima notte del Rais - Sellerio, 2015


I “DEDICATI” DELLE  EDIZIONI PRECEDENTI
Giunta alla 22.a edizione, la manifestazione ha esordito con protagonisti del teatro di ricerca (nel 1995 la Compagnia Teatrale I Magazzini, nel 1996 Cesare Lievi, nel 1997 il Laboratorio Teatro Settimo, per poi passare nel 1998 a Moni Ovadia, nel 1999 a Claudio Magris, nel 2000 a Dacia Maraini, nel 2001 ad Antonio Tabucchi, nel 2002 ad Amin Maalouf, nel 2003 a Vassilis Vassilikos, nel 2004 ad Assia Djebar, nel 2005 a Paco Ignacio Taibo II, nel 2006 ad Anita Desai, nel 2007 ad Amos Oz, nel 2008 a Nadine Gordimer (Premio Nobel), nel 2009 a Paul Auster, nel 2010 a Hans Magnus Enzensberger, nel 2011 a Cees Nooteboom, nel 2102 a Wole Soyinka (Premio Nobel), nel 2013 a Javier Cercas, nel 2014 a Tahar Ben Jelloun, nel 2015 a Luis Sepúlveda.